CARATTERISTICHE DEL POMODORO COSTOLUTO

 

Il pomodoro costoluto è una varietà di pomodoro dalla dimensione abbastanza sostenuta, la cui caratteristica più evidente sono le sue “costole”, delle grinze sulle pareti di questa varietà di pomodoro che rientrano all’interno del frutto dando origine alla tipica conformazione e dalla quale ovviamente prende il nome.

Il pomodoro costoluto si presenta con una forma globosa e appiattita,  la sua buccia tende al verde brillante con sfumature rosse in base al periodo di maturazione. La polpa del pomodoro costoluto è rossa, consistente, succosa e il suo sapore è molto aromatico, zuccherino ed è ottimo per essere consumato fresco, si presta perfettamente alla preparazione di sughi, passate, insalate ed è adatto per grigliate e cotture al forno.

 

 

TECNICA DI COLTIVAZIONE E RACCOLTA

 

Il pomodoro costoluto viene seminato a marzo-aprile, la sua produzione è elevata e continua fino ai primi freddi autunnali. La pianta del pomodoro costoluto viene definita ad “accrescimento indeterminato” (con questo termine si indica l’accrescimento del ramo che permette l’allungamento della parte apicale senza la formazione di una gemma a fiore al suo apice.

La crescita nel ciclo vegetativo successivo può quindi continuare dall’apice, in questo caso si definisce monopodiale oppure da una gemma laterale detta simpodiale), e in base alla sua struttura ha bisogno di sostegni di canne o supporti vari per mantenerle perfettamente verticali,  per cui è bene piantare sulla fila ad una distanza di 30 cm, mentre da fila a fila lasciare circa 80 cm.

Il pomodoro costoluto è una varietà di pomodoro che richiede terreni molto fertili con irrigazione abbondante e ricchi di sale,  la sua raccolta avviene totalmente a mano ponendo i pomodori in cassette;

 

 

SALUTE E BENESSERE

 

Il pomodoro costoluto possiede magnifiche proprietà organolettiche, caratteristica di tutti pomodori: sono fonte di preziosi nutrienti, soprattutto di potassio, fosforo, vitamina C, vitamina K e folati. Il colore rosso dei pomodori è dovuto ad un antiossidante, il licopene, la cui azione è adiuvata da altri due antiossidanti ossia luteina e zeaxantina.

L’importanza del pomodoro per la buona salute, è legata anche alla presenza di fibre, concentrate nella buccia e nei semi. Il caratteristico sapore del pomodoro è dovuto agli acidi citrico e malico, presenti nella sua polpa, in grado di stimolare l’appetito e rigenerare i tessuti.

Tabella nutrizionale per 100 gr

 

RICETTE CON IL POMODORO COSTOLUTO

PANZANELLA

La panzanella è una preparazione rustica a base di pane raffermo bagnato in acqua e poi strizzato, pomodori, cipolla e basilico, condita con olio, sale e aceto di vino bianco. Si tratta di un piatto povero, appartenente alla tradizione contadina, perfetto per l’estate in quanto non necessita di cottura cosa ottima per far sì che tutte le proprietà organolettiche del pomodoro costoluto rimangano invariate.

È la pietanza perfetta per essere servita come secondo piatto o come condimento alle carni.

Ingredienti

 

Procedimento

I lavoretti fai da te ci permettono di esprimere la nostra creatività, e chi non ama addobbare la propria casa durante le festività natalizie! In questo articolo vedremo come creare graziose decorazioni personalizzate utilizzando la buccia dei nostri amatissimi e profumati agrumi, così da non creare alcuno spreco o inquinamento evitando di comprare le classiche decorazioni in plastica.

Centro tavola con la buccia degli agrumi

Chi non desidera bandire la tavola in modo originale durante le festività natalizie, un modo originale è quello di crearlo con le bucce degli agrumi: basta far essiccare precedentemente delle scorze e delle fettine di arance e limoni e porle in dei piccoli vassoi. Con l’aggiunta di pigne, bastoncini di cannella e qualche fogliolina la tavola diventerà non solo bella da vedere, ma attiverà anche un’altro senso: l’olfatto! questi centro tavola sprigioneranno infatti un gradevole aroma fruttato e fragrante creando così un’ambiente molto caldo e accogliente.

Decorazioni da appendere con la buccia degli agrumi

Siamo abituati a vedere appese sugli alberi di natale le classiche decorazioni in plastica, ma perchè non creare qualcosa di originale e del tutto naturale? un’idea molto graziosa ed elegante è quella di abbellire i nostri alberi con fettine di agrumi essiccati. Crearle è davvero molto semplice e farà felici anche i più piccoli rendendoli partecipi e impegnati durante la creazione di questi deliziosi addobbi: basta tagliare a fettine sottili arance e limoni, farli essiccare e successivamente munirsi di spago. Aiutandovi con qualcosa di appuntito incidete la parte superiore della fettina di agrume e inserite lo spago chiudendolo con un nodino. I vostri alberi di natale diventeranno bellissimi, del colore caldo del sole e profumatissimi!

Per per creare altre bellissime decorazioni natalizie da appendere, bisogna munirsi di scorza di arance, di limoni e di formine di forme diverse (le classiche formine per i dolci). Con l’aiuto di qualcosa di appuntito incidi la parte superiore delle bucce e chiudile con un nodino. Ecco pronte bellissime e profumatissime decorazioni da appendere dove vuoi!

Ghirlanda con buccia di agrumi

Potete creare davvero moltissime decorazioni non specando nulla dei nostri amati agrumi, un modo molto utile di utilizzarli consiste nel trasformarli in bellissime ghirlande da appendere alla porta o da usare come eleganti centro tavola. Come prima cosa bisogna munirsi di una gruccia in fil di ferro che dovrà essere piegata con cura cercando di conferirgli una forma circolare. Utilizzando un nastro avvolgete attorno alla gruccia foglie secche e ramoscelli e con della colla posizionate tutte attorno le fettine di agrumi precedentemente essiccate, bastoncini di cannella e altra frutta secca.

Decorare i pacchi da regalo con le bucce degli agrumi

Un’idea fantasiosa per sfruttare le bucce degli agrumi consiste nell’utilizzarle per decorare i pacchi regalo: basta munirsi di spago, di qualche bastoncino in legno o di cannella, di qualche fogliolina e di carta pacco riciclata. Creerete così degli originali involucri per avvolgere i doni da mettere sotto l’albero. Sono davvero tantissimi i modi per sfruttare tutto e senza spechi degli agrumi, basta davvero un pizzico di fantasia e di creatività, divertitevi a crearne di nuovi!

Il mandarino appartiene alla famiglia delle rutacee e tra tutti gli agrumi è quello più dolce a causa del suo elevato contenuto zuccherino. È un frutto tipico delle stagioni invernali, cominciano infatti a comparire sui campi verso Dicembre protraendosi fino al mese di Marzo. Si presentano sotto forma di succosi piccoli spicchi, con una polpa color arancio e dalla buccia sottile, di facile rimozione e profumatissima. Generalmente i mandarini vengono consumati freschi ma sono anche molto apprezzati quando vengono gustati sotto forma di confetture, sfiziosissime e dal caratteristico sapore agrumato, vivace e molto dolce.

Proprietà nutrizionali

Quanto a nutrienti il mandarino è posizionato ai vertici, trattandosi di un agrume è infatti ricchissimo di vitamine C eccezionale nella prevenzione delle malattie da raffreddamento, vitamine A o retinolo: possiede un’importanza fondamentale per la nostra vista, vitamine del gruppo P, di solito concentrate in tutta la frutta e la verdura famose poichè potrebbero proteggere il cervello e migliorarne le performance intellettuali, minerali tra cui magnesio, potassio, calcio, ferro e “bromo” una sostanza nota per favorire il rilassamento ed il sonno. Si tratta quindi di un frutto molto nutriente, facilmente digeribile e considerato adatto a propria volta a favorire la digestione.

Calorie

I mandarini hanno una considerevole concentrazione di zuccheri (10,58 g/100 g), che rendono questi alimenti piuttosto calorici (53 Kcal/100 g). La concentrazione di acido citrico, può creare effetti lassativi. Un consumo eccessivo di mandarini è comunque sconsigliato, per via del loro rilevante apporto calorico.

Varietà

Esistono moltissime varietà di mandarino e le più famose sono:

Il mandarino cinese: una varietà asiatica la cui particolarità consiste nella loro buccia molto sottile e commestibile, che ne permette il consumo senza sbucciarli;

Mandarino king: è di origine cinese e la pianta può raggiungere un altezza di 4 metri!

Mandarino cleopatra: una varietà di mandarino proveniente dall’India, particolarmente ricco di semi ed utilizzato sia a scopo alimentare che ornamentale;

Mandarino tangerino: proviene dal Marocco e presenta una forma tondeggiante che ricorda quella dell’arancia;

Mandarino tardivo di Ciaculli: detto marzuddu, ovvero con maturazione in Marzo. Deve il suo nome alla frazione di Palermo appunto Ciaculli, in cui viene coltivato. Esso è un prodotto inserito fra i presidii Arca del Gusto di Slow Food.

Dal mandarino sono nati inoltre 3 famosi ibridi:

Le clementine: ibrido tra il mandarino e il mandarancio;
Il mandarancio: ibrido tra mandarino e arancia;
Il mapo: ibrido tra un pompelmo e un mandarino.

Come utilizzare le bucce dei mandarini

Non bisogna sprecare nulla dei nostri eccezionali frutti! Le bucce dei mandarini sono perfette per la realizzazione di profumatissimi sacchettini fai da te da posizionare all’interno dei cassetti e nell’armadio per profumare di buono e di fresco la biancheria! basterà farli essiccare precedentemente e porli in sacchetti assieme ad altre scorze di agrumi.

Curiosità

Dalla buccia del mandarino viene estratto un olio essenziale che viene impiegato per la preparazione di prodotti anti cellulite. La buccia dei mandarini risulta ottima contro la ritenzione idrica e può essere applicata e massaggiata sulla pelle con movimenti rotatori su cosce e glutei per un risultato tonificante e per contrastare fastidiosi e antiestetici accumuli di liquidi. L’olio essenziale di mandarino è inoltre noto per restituire una sensazione di benessere e relax.

CONFETTURA DI MANDARINI

Dal sapore agrumato e intenso la confettura di mandarini è ottima per fare il pieno di energie a colazione o a merenda ed è buonissima da spalmare sul pane, sulle fette biscottate o per farcire torte e crostate!

ingredienti:

Procedimento

Lava i mandarini, cuocili per 15 minuti, scolali e lasciali raffreddare; Togli la buccia, i semini, i filamenti e affetta metà dei mandarini;
Affetta anche l’altra metà dei mandarini con la buccia e togli anche a questi semini, filamenti e mescolali insieme a quelli con la buccia; Ricoprili con lo zucchero e lasciali macerare per almeno 8 ore. Trascorso il tempo di macerazione versa la frutta e il liquido che si è formato in una pentola, aggiungi il succo filtrato del limone e cuoci per circa 40 minuti mescolando spesso fino a quando la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza; Aggiungi due cucchiai di ruhm e mescola.

Prova del piattino: Prendi un po’ di confettura di mandarini con un cucchiaino e versala su un piattino inclinato, se la marmellata fatica a scivolare significa che è pronta. Dopo aver sterilizzato dei vasetti di vetro riempili con la marmellata ancora calda e chiudili con i tappi ricordando di capovolgerli e lasciarli raffreddare.

È arrivato il momento di sfatare alcuni miti riguardo la colorazione delle arance, ritenute poco mature o non buone quando il loro colore non si presenta arancione ma tendente al verde. È bene essere ben informati riguardo questo tema, d’altronde la conoscenza è imparare qualcosa ogni giorno. Ovviamente è un discorso che non riguada tutte le tipologie di arance, ad esempio non è il caso delle arance tarocco che per essere ritenute mature e quindi mangiate è bene che raggiungano la colorazione arancione

Il COLORE DELLE ARANCE DIPENDE DALLA LORO PROVENIENZA

Il colore delle arance dipende dalla zona in cui vengono coltivate: Nelle nostre zone, caratterizzate da un clima molto mite, la buccia delle arance diventa arancione grazie ad un noto fenomeno naturale chiamato “escursione termica” ossia la differenza fra la temperatura più alta, detta anche “temperatura massima”, e quella più bassa, o “temperatura minima” in un dato intervallo di tempo e in un determinato luogo. Ma nei paesi con un clima molto caldo i frutti rimangono di colore verde anche dopo aver raggiunto la loro maturazione.

COME MAI TROVIAMO ARANCE SEMPRE ARANCIONI?

Sapete perché nei mercati siamo soliti trovare frutti perfettamente arancioni anche se la loro provenienza non è nostrana? Per conferire il caratteristico colore arancione le arance vengono cosparse di “gas etilenico”.

Si tratta di un gas molto diffuso in natura la cui caratteristica principale è quella di essere insapore e inodore. Si tratta di un composto organico innocuo per la salute dell’uomo il cui ruolo consiste nell’essere impiegato sui frutti per interferire e influire sull’invecchiamento della pianta provocando la maturazione dei frutti facendoli diventare da verdi in arancioni.

MA PERCHÈ COLORARLE?

Siamo abituati al colore arancione delle arance, e quindi giudichiamo come acerbe le arance verdi, e non comprandole i produttori di questi eccezionali frutti sono dovuti correre ai ripari utilizzando l’etilene per colorarle. È arrivato il momento di far circolare le giuste informazioni riguardo questo importante tema, ossia che: non si può giudicare il grado di maturazione di alcune tipologie di arance solamente dal colore!

Anche nelle nostre zone capita che le fluttuazioni nella temperatura possono farle passare dal colore verde all’arancione e poi di nuovo al verde, senza influire però sulla qualità o sul gusto del prodotto.

Quindi cari amici, concludo dicendo che quando trovate alcune tipologie di arance (ad esempio le naveline) dal colore non totalmente arancione o tendente al verde all’interno delle vostre cassette vi assicuro che si tratta di frutti totalmente maturi e dal sapore eccezionale!
E ricordate che il colore non è sempre sinonimo di garanzia riguardo la qualità dei frutti.

La melagrana appartiene al gruppo degli alimenti più ricchi di vitamine c, acqua, sali minerali, fruttosio e antiossidanti, ce addirittura chi li ha etichettati come frutti dalle miracolose proprietà anti cancro. Nonostante il loro aspetto fragile nascondono al loro interno una concentrata polpa rossa e succosa in cui sono immersi numerosissimi semi simili a piccoli diamanti rossi. Scopriamo insieme le varietà più famose:

MELOGRANO VARIETÀ WONDERFULL

Dal colore rosso intenso ed uniforme la sua scorza è di spessore medio caratterizzato da una forma tondeggiante con la corona allungata. Il sapore delle melagrane appartenente a questa varietà è quello caratteristico tendente all’agrodolce e i suoi semi sono quasi inconsistenti al palato.

Ottime per un consumo fresco o per trasformarle in spremute la varietà la varietà wonderfull è tra le più apprezzate e famose al mondo, il periodo di raccolta va da metà Ottobre a metà Novembre è ottimo è il periodo di conservazione tra i 30 e i 40 giorni. (clicca qui per acquistarli)

MELOGRANO VARIETÀ MAXIMA RUBRA

Dai grandi fiori rossi anche varietà viene utilizzata per uso ornamentale poichè i suoi frutti non sono commestibili;

MELOGRANO VARIETÀ LALLEGREI

Arbusto anch’esso ornamentale per la non commestibilità dei suoi frutti, è caratterizzato da fiori bellissimi di colore bianco crema e arancio;

MELOGRANO VARIETÀ NANA

Questa varietà è caratterizzata dalla presenza di molti frutti usati per decorazione e l’arbusto può raggiungere l’altezza di 80 cm;

MELOGRANO VARIETÀ MOLLAR DEL ELCHÈ

Dal sapore agrodolce e dai frutti di media pezzatura questa varietà presenta dei frutti di colore rosso chiaro sfumati di giallo caratterizzato da una bellissima fioritura nei mesi tra luglio e settembre;

MELOGRANO VARIETÀ VIOLA

Dalla particolare colorazione violacea esterna i suoi semi sono piccoli e rossi, il suo sapore è molto dolce e presenta una bassa acidità;

MELOGRANO VARIETÀ AKO

Pianta molto vigorosa i suoi frutti sono di colore rosso scuro sia fuori che dentro, il suo sapore è molto dolce e con un grado di acidità molto equilibrato.

MELOGRANO VARIETÀ DENTE DI CAVALLO

Frutti di media pezzatura sono caratterizzati da una bellissima fioritura e da un sapore agrodolce, i suoi chicchi sono di un colore tendente al violetto;

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Come dice un famoso detto “l’occhio vuole la sua parte”, e un arancia dalla forma perfetta, lucida e dal colore sgargiante ed uniforme risulta certamente molto invitante; Nella maggioranza dei casi però questa bellezza è tutto frutto di un inganno e raramente equivale a sinonimo di genuinità!

Cominciamo allora a fare chiarezza sul significato di agrume trattato e imparariamo a riconoscere i frutti che invece non lo sono:

Trattare i frutti significa migliorare il loro aspetto estetico utilizzando pesticidi ed agenti chimici; certamente i frutti risulteranno ai nostri occhi belli e privi di imperfezioni, ma a che prezzo?

Il prezzo da pagare è quello di non poter utilizzare i frutti al 100%, costringendoci a non consumarli in cucina per preparare marmellate, dolci o piatti salati e obbligandoci a fare molta attenzione nel riconoscerli quando andiamo a comprarli per evitare di incappare in rischi elevati per la nostra salute (se si tratta di arance provenienti da paesi non europei il rischio è ancora più elevato in quanto vengono utilizzati pesticidi da noi invece vietati).

COME SI PRESENTANO LE ARANCE TRATTATE

Le arance trattate si presentano quindi con la buccia lucida, liscia e priva di imperfezioni a causa dell’utilizzo di fitofarmaci che impediscono agli insetti di insediarsi al loro interno: questo trattamento avviene con un processo che consiste nel ricoprire i frutti di sostanze a base di cera e altri agenti chimici che faranno in modo di evitare la proliferazione di funghi, solitamente innescata nel momento in cui i frutti rimangono in stallo nei magazzini per molte settimane, ad esempio per il periodo che va dalla raccolta delle arance fino all’arrivo di queste nei negozi.

COME SI PRESENTANO LE ARANCE NON TRATTATE

Le arance non trattate si riconoscono quindi dalla buccia non sempre perfetta e non uniforme, con delle macchiette sulla superficie e spesso con le foglie ancora attaccate, caratteristiche che non sempre ritroviamo nei negozi in cui siamo soliti andare, soprattutto a causa dell’omessa chiarezza degli appositi cartellini contenenti gli INCI dei prodotti.

Bisogna sempre fare attenzione che gli agrumi non siano sottoposti a tutti questi trattamenti, rendendoli non edibili e dannosi per la salute, cercando di affidarsi a rivenditori che invece ne garantiscano la qualità fieri di cantare il motto “meglio brutti ma buoni“!

Per questo motivo noi di Sicilia Agrumi ci impegniamo a soddisfare le esigenze dei nostri clienti, felici di produrre agrumi e prodotti di vario tipo senza l’utilizzo di pesticidi o trattamenti; i nostri prodotti non trattati vengono spediti a domicilio ogni lunedì entro poche ore dalla raccolta, garantendone la qualità, la bontà e la freschezza!

Non saranno tutti bellissimi… ma sicuramente buonissimi!

MANDORLE PRALINATE

Ecco quì una semplice ricetta per creare sfiziose mandorle pralinate, croccanti e deliziose non potrai fare a meno di gustarle una dopo l’altra!

Servono davvero pochissimi ingredienti:

150g di mandorle;
120g di zucchero,
acqua a temperatura ambiente.

Per prima cosa prendi una padella (possibilmente d’acciaio) e versa le mandorle, lo zucchero e l’acqua.
Con la fiamma medio-bassa inizia a mescolare il contenuto fin quando l’acqua comincerà a bollire e a cristallizzarsi attorno alle mandorle;
Arrivati a questo punto abbassa leggermente la fiamma e mescola fin quando lo zucchero non si sarà caramellato e avrà assunto un colore ambrato;
Poni le mandorle pralinate in una teglia foderata con della carta forno e lasciale raffreddare.
Le vostre mandorle pralinate sono pronte per essere gustate oppure, poste all’ interno di sacchettini, potranno trasformarsi in deliziosi regali!

CURIOSITÀ

Le mandorle pralinate sono conosciute con il nome di “addormentasuocere”! In alcune zone pare fosse usanza portarle in dono quando si andava a fare visita a casa della fidanzata, in questo modo la suocera, indaffarata a gustare le deliziose mandorle non avrebbe avuto modo di disturbare i fidanzatini e qualche volta arrivare pure ad addormentarsi! (clicca quì per acquistarle)



Osservando il nostro territorio è impossibile non notare le grandi distese coltivate di alberi da frutto, in particolare quelli dei colorati e profumati agrumi.
Ma ci è mai capitato di soffermarci a pensare che il nostro cibo sia stato scoperto o meglio ancora inventato da qualcuno?
Bene! è allora il caso di parlare della storia dell’arancia Navel:

Guardando questo agrume è facile notare una piccola peculiarità, una piccola escrescenza che sembra quasi una malformazione, come se si trattasse di una gemella intrappolata al suo interno, è proprio questa caratteristica a distinguerla dalle altre varietà. Il lungo viaggio delle arance Navel comincia in Brasile nei primi anni dell’800 su un albero di arance amare che produce frutti non commestibili, quando, tramite una spontanea mutazione genetica,( evento non raro in natura), un ramo rinvigorisce di germogli e di grandi e succosissimi frutti privi di semi.

Un viaggiatore che si innamorò del gusto di questo agrume, portò con sé fino in California un germoglio che innesterà su di un altro albero di arance, la “magnolia street” e che, per riproduzione, farà crescere un rigoglioso fusto pieno di quelle che chiameremo arance Navel. Dalla California comincia il restante viaggio di questo albero da frutto, che con successo approderà anche nel nostro territorio deliziandoci con il suo indistinguibile sapore zuccherino!

PROPRIETÀ

Le arance della varietà Navel o Navelina posseggono numerosissime qualità utili e fondamentali al nostro organismo, eccone qui alcune:

La vitamina A: fondamentale per lo sviluppo delle ossa, per mantenere sana la nostra pelle in particolar modo per la cura dell’acne e per la protezione dalle infezioni;
La vitamina B1: utili per il rinvigorimento dei muscoli;
La vitamina B2: è un efficace anti infiammatorio e allevia i bruciori di stomaco;
La vitamina C: nota per rinforzare le difese immunitarie ed è un potente antiossidante.

RICETTA VELOCE

CIAMBELLA ALL’ARANCIA SENZA UOVA

Ingredienti:
-200g di zucchero;
-420g di farina;
-160 g di olio di semi;
-500ml di succo di arancia;
-16g di lievito per dolci;
-buccia di arancia grattugiata;

Spremi le arance e grattugia la scorza tenendola da parte;
Setaccia la farina e il lievito in una ciotola e mescola con lo zucchero;
Aggiungi il succo d’arancia e l’olio di semi;
Mixa il tutto con una frusta e trasferisci il contenuto in uno stampo cuocendo in forno statico preriscaldato a 170 gradi per 40 minuti! (clicca quì per acquistarle)

Ha un profumo vivace e piacevolmente agrumato, dal sapore asprigno e dalla polpa spessa e carnosa, di cosa stiamo parlando? dei famosissimi cedri ovviamente!

I nostri amati cedri vengono raccolti tra la fine di ottobre e gli inizi di gennaio e, oltre ad essere ampiamente utilizzati in ambito culinario, posseggono una vasta varietà di caratteristiche e usi che adesso andremo a scoprire!
Sapevate che i cedri costituiscono una vera e propria miniera di sali minerali e vitamine? Oltre a quella del gruppo C sono infatti ricchi di flavonoidi e antiossidanti, posseggono qualità disinfettanti, digestive e lassative, e grazie alle pochissime o quasi nulle calorie sono perfetti per essere consumati durante le diete!

Un altro pregio di questi agrumi sta nella loro scorza, che essendo molto spessa e aromatica viene utilizzata pure per la creazione di oli essenziali impiegati nel campo della cosmesi, per la creazione di saponi, shampoo e profumi per il corpo e per l’ambiente.

USI IN CUCINA E MOLTO ALTRO

Taglia a metà un cedro e ponilo all’interno del tuo frigorifero, vedrai che tutti gli odori verranno assorbiti dal frutto!

Oppure conserva la buccia e mettila all’interno di sacchettini che verranno poi posti all’interno di armadi e cassetti, noterete sprigionarsi un buonissimo profumo agrumato che deodorerà cassetti e biancheria intima!

Unisci l’olio essenziale di cedro con quello di mandorle, questo mix stimola il micro-circolo e favorisce la crescita dei capelli o, se spalmato sul corpo, servirà a ridurre gli inestetismi della cellulite!

RICETTE VELOCI CON I CEDRI

INSALATA DI CEDRI E ARANCIA

Ingredienti:
1 cedro non trattato;
1 arancia non trattata;
mezza cipolla o cipolletta;
1 ciuffo di prezzolo;
olio, peperoncino e sale.

sbuccia il cedro in fettine molto sottili e l’arancia a rondelle, taglia la cipolla, unisci il tutto e condisci con olio, sale peperoncino e prezzemolo!

CEDRI CANDITI

Ingredienti:
1 cedro non trattato;
500 g di zucchero;
0,5 dl di acqua;
2 cucchiai di zucchero da cospargere.

Taglia a metà il cedro, spremilo e stacca la polpa dalla scorza,
taglia molto finemente la scorza con lo strato bianco e per ridurre le sostanze amare fai bollire con acqua le scorzette.
Scola bene le fettine di cedro, aggiungi lo zucchero e fai sobbollire finché il caramello sarà evaporato.
Estrai gli spicchi di cedro dallo sciroppo, ponili in una teglia con della carta forno e cospargeteli di zucchero.
Essicca gli spicchi di cedro in forno ventilato a 60 gradi per 3 ore .
Fai raffreddare le scorzette,
eccole pronte per essere servite e gustate!

CURIOSITÀ

I monaci buddisti hanno considerato i cedri per lungo tempo simbolo di ricchezza, felicità e longevità, venivano utilizzati infatti nelle cerimonie e una varietà di cedro ha preso il nome “mano di Budda”, una varietà orientale con protuberanze dovute ad una malformazione genetica che fa sviluppare gli spicchi separatamente, come se fossero delle dita di una mano. (clicca quì per acquistarli)

La Zucca Moscata di Provenza è una varietà di zucca introdotta recentemente dalla Francia, in particolare, come dice il nome stesso, dalla Provenza. E’ tra le varietà di zucche più apprezzate nelle cucine degli italiani, sia per l’eccellente qualità del frutto e sia per le ottime proprietà organolettiche contenute in esso.

La Zucca Moscata di Provenza si presenta con una forma tondeggiante e appiattita dal colore bronzeo aranciato, le sue dimensioni raggiungono il peso medio di 12 kg e la sua polpa è molto dolce e saporita, ottima per la preparazione di risotti, zuppe e vellutate.

La zucca Moscata di Provenza oltre ad essere buonissima possiede numerose altre qualità, come quella di essere ipocalorica, ricca di fibre, ricca di vitamina A, C, betacarotene e sali minerali come il potassio, il calcio e il fosforo, inoltre, le parti edibili della Zucca Moscata di Provenza sono costituite oltre che dalla polpa, anche dai semi, che possono essere tostati oppure salati ed essiccati!

 

RISOTTO DI ZUCCA MOSCATA DI PROVENZA E TALEGGIO

L’autunno è alle porte, ed è l’ora di portarci avanti cominciando a creare piatti propri di questa stagione!

Preparazione:

– Dopo averla ben pulita, taglia la zucca a spicchi;
– Posiziona gli spicchi di zucca su una teglia e aggiungi del sale, del pepe e inforna il tutto per 15 min a 180 gradi;
– In una pentola unisci della cipolla tagliata finemente e falla rosolare con olio di oliva;
– Aggiungi il riso ed in seguito fallo sfumare con del vino bianco;
– Una volta evaporato il vino, bagna il riso con del brodo vegetale;
– Terminata la cottura, taglia il taleggio a pezzettini e manteca il tutto a fuoco spento. (aggiungi del parmigiano a piacimento);
– Finisci con una spolverata di pepe nero, della noce moscata e pezzettini di zucca e taleggio come decorazione!

VELLUTATA DI ZUCCA

Preparazione:

– Per preparare la vellutata, lava la zucca, elimina i semi e ricava dal bordo della zucca qualche fettina sottile con la buccia da tenere da parte;
– Elimina la buccia della zucca rimasta, taglia la polpa a pezzetti, raccoglili in una casseruola e coprili con il brodo caldo, mettili sul fuoco e porta il tutto a ebollizione. Lascia sobbollire per 12-15 minuti;
– Frulla la zucca con un mixer, poi prendi una  padella e scalda 30 g di burro. Aggiungi e tosta la farina di mandorle, aggiungi anche la crema di zucca e mescola per ottenere una vellutata di zucca densa e senza grumi!
– Lava le arance e grattugia un cucchiaino della scorza. Spremi le arance e aggiungi il succo alla vellutata;
– Aggiungi due tuorli d’uovo e mescola energicamente, regola di sale e pepe;
– Posiziona la fettina di zucca con la buccia che hai prima conservato e utilizzala per decorare il tuo piatto!

ZUCCA AL FORNO

Preparazione:

-Lava la zucca e ricava delle fettine dallo spessore di circa 2 centimentri;
-Fai cuocere le fettine di zucca al vapore per circa 10 min;
-Posiziona le fettine di zucca su una pirofila ben unta di olio extravergine d’oliva;
-Mescola parmigiano grattugiato con il pangrattato e un pizzico di sale e cospargetelo sulla zucca;
-Fatele gratinare nel forno pre-riscaldato a 200 gradi per 15 minuti! (clicca quì per acquistarla)

Zucca Moscata di Provenza: Ricette, Caratteristiche e Usi in Cucina

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